
Questa non ve l’aspettavate di sicuro: una rubrica gestita interamente da un cane per raccontare la sua vita cinofila!!! 😮

Strada facendo vi presenterò tutti i miei amici e vi racconterò tutte le nostre avventure fra boschi, macerie e allenamenti! Se tutto questo vi sembra emozionante, io vi posso assicurare che lo è veramente!!
Una pagina bianca davanti a me non è una novità, anzi! Ma questa volta devo riempire una pagina bianca di un blog dove mi è stata dedicata addirittura una rubrica. Ammetto che mi tremano un po’ le zampe, ma tant’è… cercherò di fare del mio meglio come sempre! 😊
Prima di raccontarvi le nostre avventure, devo dirvi chi siamo.
Siamo cani spinti da una passione comune: trovare gente dispersa sia in superficie che sulle macerie. Spesso alla televisione ci definiscono eroi, in realtà non lo so se lo siamo, ma quello che è certo è che mettiamo anima e cuore in tutto quello che ci viene chiesto di fare, che sia un semplice addestramento o una prova reale.
Ma nello specifico, chi sono io e chi sono tutti i miei fratelli di avventura?
Io sono
Slam
una border collie. Per capirsi sono della stessa razza di quello che anni fa faceva la pubblicità di Infostrada quando ancora non ero nata (ma nemmeno era nata la mia nonna!!). La mia razza è, per eccellenza, una razza a cui piace lavorare. Metteteci a fare una pubblicità e noi la facciamo, metteteci ad accerchiare le pecore e noi lo facciamo, metteteci a saltare gli ostacoli di agility e noi lo facciamo, metteteci a radunare le oche e noi lo facciamo, metteteci a saltellare dietro ai frisbee e noi lo facciamo, metteteci a ballare e noi lo facciamo, metteteci a fare obedience e noi lo facciamo, metteteci a cercare un disperso e noi lo facciamo… chiedeteci tutto e noi lo faremo. Solo una cosa non dovete mai chiederci: di dormire, sappiamo noi quando è il momento per farlo! 😎
Sono nata il 3 maggio 2018 e insieme a me altri 9 cuccioli fra cui mia sorella
Maisha
Senza dilungarmi troppo nell’albero genealogico, almeno mamma e babbo ve li presento. Siamo cuccioli di Kira e Tweed e siamo nati a Pozzo della Chiana, in un’antica casa rossa di Fontelunga accuditi da Viola e Mist, le nostre nonne umana e canina! Sono state fantastiche con noi!
Tornando a noi, per circa due mesi siamo state insieme, poi ognuna ha preso la propria strada, io per Lucca e lei per Firenze senza sapere che il destino ci avrebbe riportate di nuovo insieme verso metà ottobre del solito anno. Da lì non ci siamo più lasciate! Andiamo abbastanza d’accordo, un po’ come tutte le sorelle: a volte beviamo nella solita ciotola facendoci gli occhi a cuore, altre volte ci azzuffiamo e spariamo in una nuvola di polvere e peli tanto da non sapere se ne usciremo incolumi entrambe! Abbiamo due caratteri molto diversi, ma ci compensiamo. Spesso ci dicono che se fossimo un cane solo, saremmo una bomba ad orologeria, ma, almeno per ora, siamo due e ci amano incondizionatamente per come siamo! Lei è un po’ la secchiona della famiglia, io a volte mi impongo di copiarla, ma poi mi distraggo. Mi preoccupo il giusto, perché tanto Alessio ha detto che prima o poi mi rimetto in pari pure io… quindi nel frattempo perché non godersi le giornate in stile
figli dei fiori,peaceandlove e furgoncino Bully Volkswagen
Scherzi a parte, nei mesi estivi ho avuto un calo drastico, quasi drammatico, avevo dimenticato tutto, non volevo fare nulla. Negli occhi di Alessio ho visto davvero la preoccupazione; non capiva come mai ero tornata indietro di mesi, come mai avessi chiuso qualsiasi valvola di connessione fra orecchie-naso-cervello-corpo. Diamo la colpa al caldo e a Sara che non è riuscita ad allenarmi per parecchio tempo. Sono giovane e inesperta e se non ho continuità mi perdo subito. Per fortuna, con la pazienza di tutti, ripartendo dalla prima lettera dell’alfabeto, sono riuscita a rimettermi abbastanza in pari. Ora sfreccio per i boschi che sembro un cervo! A proposito di cervi, questa ve la devo raccontare!!! Sarà anche secchiona, ma qualche bravata la fa anche Maisha! Dunque: una qualunque domenica mattina di addestramento, Parco di San Rossore, pettorina, rituale pre-ricerca, comando “cerca” e parte come una scheggia. In lontananza si sente il campanellino che riecheggia; si stava muovendo per cercare il figurante. Poi ci distraiamo un attimo nel guardare una famiglia di cervi che saltella felice verso una direzione ignota… due apprezzamenti, due risate e poi… occhi sbalorditi: una pulce bianca e nera che corre dietro a questi! Comincio a sbellicarmi dalle risate e pensare che per una volta anche lei si è lasciata andare agli istinti naturali! Brava sorella… così mi piaci! 😎😂😁
Potrei continuare per ore a raccontarvi di noi, ma prima voglio presentarvi i nostri amici che sono come fratelli! Che avventure sarebbero se non vengono condivise in famiglia?! 😊😊
Solo un’ultima cosa: di noi due mi piace dire che siamo dei “SUV compatti”: siamo piccole ma prestanti!! 😎😜

Da sinistra Erica&Maisha, Sara&Slam
In questa settimana, in attesa del nostro appuntamento del venerdì, ho pensato a quanto vi avevo raccontato e mi sono resa conto che forse, per colpa dell’emozione o dell’ingenuità, sono partita raccontando di me. Per correttezza, avrei prima dovuto presentare tutti i miei amici e poi io per ultima. Tant’è, ormai la frittata l’ho fatta… ma tanto son piccola e bellina e sicuramente m’avranno già perdonata!! Poi forse forse me la sono sfangata perché ho raccontato anche di mia sorella, quindi proprio del tutto del tutto egoista non sono stata! 😅
Tornando a noi…
Quando avevo poco più di tre mesi e mezzo, mi ero messa in testa che volevo salvare il Mondo… che dico il Mondo, la Galassia intera! 😎 Lo dissi a Sara e mi consigliò, prima di salvare la Galassia intera, di provare a salvare qualche disperso per i boschi oppure sulle macerie. L’idea di tale ridimensionamento delle mie fantasie non mi convinse molto 😒, ma non dissi nulla perché comunque ero riuscita nell’intento di far mettere in contatto Sara con Erica (la mamma di mia sorella Maisha) che sapevo operare in questo ambito. Si misero d’accordo per un primo incontro e il 17 settembre del 2018 partimmo alla volta di Livorno, verso quel campo che poi sarebbe diventata la mia seconda casa!
Fu così che conobbi un bel ragazzo biondo, con fisico massiccio, occhi scuri e vivaci, portamento fiero:
Otto
Era la prima volta che vedevo un Labrador e rimasi affascinata dalla sua coda: non si fermava mai! E piano piano avrei imparato a capire che era lo specchio di Otto: forte, dinamica, un po’ goffa ma molto elegante, che si muove ritmica tanto da poterci battere il tempo.
Quel primo giorno, Alessio (il babbo di Otto) mi fece fare qualche esercizio di prova per testarmi. Poi, per farmi capire quello che avrei dovuto imparare, mise in campo Otto. Rimasi allibita, gli occhi mi brillavano, il cuore mi batteva fortissimo, la gola era secca. Eccolo: questo era un eroe senza mantello! Faceva tutto quello che Alessio gli diceva. “Piede” e gli si metteva al fianco della gamba sinistra e lo guardava dritto negli occhi. “Terra” e si schiacciava giù. “Seduto” e si rialzava. Poi, insieme a Erica, decisero di farmi vedere qualcosa di ancora più bello, che mi sarebbe servito per salvare la Galassia. Erica si nascose in una cassa di legno (e qui scoprii la parola Figurante), Alessio mise a Otto la pettorina, gli disse “Cerca!” e lui partì come un fulmine, abbaiando come un matto davanti alla cassa per segnalare che lì c’era qualcuno!
Otto è il fratellone, il babbo, lo zio di tutti noi cuccioli. Quello che racconta di quando era piccolo, delle sue paure, di come si è addestrato, di come certe volte abbia fatto impazzire Alessio perché una cosa proprio non la voleva fare, degli esami che ha dovuto passare per diventare OPERATIVO. È quello che quando siamo in addestramento fa sempre un passo indietro per permetterci di lavorare di più e farci raggiungere i nostri obbiettivi. È quello che se c’è un’emergenza vera viene chiamato e parte sempre con lo stesso entusiasmo del primo giorno. È quello che nell’album di figurine viene quotato tantissimo perché è la carta più rara da trovare! 😊😊

Otto
Prima di lasciarvi voglio però raccontarvi di un altro fratellone, babbo, zio di noi cuccioli. Un’altra carta rara dell’album di figurine, quella che, pur di averla, daresti in cambio l’album completo! 😊😍 Occhi e orecchie a me, zampe incrociate, scatolina di kleenex a portata di mano.
Rey
è il fratello acquisito di mia sorella Maisha. Un bastardino targato 2011 e che, ogni volta che lo vedo, mi fa pensare a Shifu, il grande maestro di Kung Fu Panda. Lui è più bello ovviamente, ma ha la solita calma e determinazione, la solita flemma, il solito portamento pacato ma sicuro e risoluto. Se per caso cadesse il mondo lui si sposta un po’ più in là (no, no, no… niente battute facili in stile Carrà! 😏 I know my chicken!).
La sua bontà però nasconde un passato turbolento. Cucciolo, appena nato, è stato abbandonato. Ha lottato con tutte le sue poche forze per procurarsi quel po’ di cibo per andare avanti. Ha lottato contro giornate aride e giorni tempestosi; ha attraverso paesi e continenti; ha attraversato gli oceani salendo su navi mercantili e nascondendosi nelle stive. I giorni passavano e le forze lo stavano sempre più abbandonando. Gli mancavano terribilmente la mamma e tutti i suoi fratellini. Non ricordava nemmeno in quanti erano, ma sicuramente non era figlio unico. Un giorno sbarcò nel porto di Livorno e un passo dopo l’altro arrivò fino a Montemorello.
Sfinito, privo di forze, si lasciò cadere in una scatola di cartone trovata per caso davanti alla Posta del paese e lì si addormentò. Poi..
“Tirate giù le zampe… Le domande dopo per piacere!”
“Ma la sua storia non è così…”
“Maisha, certo che è così! Me l’hai raccontata te!”
“Ma io ti prendevo in giro!!!! ”
“Vuoi dire che non è vero nulla? 😳"
"E i kleenex che li ho portati a fare? 😧"
“Cancella tutto il prima e riparti dalla scatola davanti alla Posta. Da lì è tutto vero!”
“Sei simpatica… davvero, eh! 😒"

Rey
Quindi questo Rey,non denutrito, non stremato e non privo di forze, venne comunque messo dentro a questa scatola di cartone lasciata davanti alla Posta. Alessio (il babbo di Maisha) lo trovò e per fortuna lo prese. Era il 9 febbraio 2011. Sapeva di buono il nostro cucciolotto e aveva anche un bel collarino rosso intorno al collo. Era tenuto bene e questo lascia presupporre sia stato una delle tante vittime del 25 dicembre 🎄🎅. Tutti contenti sotto l’albero e poi quando le vacanze passano e la vita ricomincia la gente si rende conto di non potersene occupare. Per fortuna ha trovato Alessio e Erica!
Pur amato in tutto e per tutto, ha dovuto affrontare altre prove difficili in campo cinofilo. Non era capito da nessuno e l'unica a continuare a credere in lui è stata Erica. Finalmente dopo molti anni ha trovato una famiglia cinofila (848) che lo amasse in modo totalitario e che credesse in lui tanto da farlo diventare OPERATIVO, come Otto! 😀😀😀
La settimana scorsa era primavera, oggi sembra gennaio. I telegiornali parlano di colpo di coda dell’inverno. È un po’ azzardatello questo colpo di coda: pioggia, vento, neve! Comunque, io per ora sono in mansarda davanti al computer per raccontarvi ancora di noi. Ho le zampette congelate dal freddo, ma speriamo che le emozioni che provo ogni volta che mi immergo nei nostri racconti mi scaldino!
Ci siamo lasciati con Rey e oggi voglio continuare un po’ sulla stessa linea. Avete ancora con voi la scatola dei Kleenex?! 😜
Si cambia anno di nascita, ma rimaniamo in clima natalizio 🎄🎅. Non sappiamo se la data sia reale o un pochino approssimativa, ma comunque sulla carta di identità c’è scritto che il 15 dicembre 2017 nasceva
Audrey
. Una batuffolina tutta nera, occhi nerissimi e vispissimi, ma con tanta tristezza in fondo. Quando Camilla (la sua mamma) ci fece vedere le foto di quando era piccola, mi vennero subito in mente i cuccioli de La Carica dei 101
quando si rotolano nella fuliggine per sfuggire a Crudelia Demon! E se vogliamo, anche la piccola Audrey è dovuta scappare da una sua Crudelia che vestiva i panni di un destino incerto: lei e i suoi sei fratellini erano stati abbandonati in un campo, chiusi in un sacco 😢.
È vero, sono piccola e devo ancora imparare tantissime cose, ma questo lato cattivo degli esseri umani non lo capisco proprio. Come fate ad abbandonarci, bellini come siamo? E soprattutto, come fate ad abbandonarci chiusi in un sacchetto della spazzatura e buttati o sul ciglio della strada o in mezzo ad un campo, andando incontro, in entrambi i casi, ad una morte quasi certa?! Cosa non vi dice il cervello per riuscire a compiere un atto simile? 😡 Non me ne capacito e quando leggo o penso a queste cose, i miei occhietti vivaci e furbi di Border si intristiscono tantissimo 😔😔!
Per fortuna, un qualcuno a noi sconosciuto, il 1° febbraio 2018 trovò il sacco con dentro questi sette meravigliosi cuccioli. A questo punto si presentava un problema non indifferente: farli adottare.
Strano come strade lontanissime si avvicinino fino ad incrociarsi. Così è stato per Camilla e Audrey. Se Audrey non fosse stata abbandonata (vediamo il lato positivo della tragedia 😉) e se Camilla non avesse dovuto rinunciare ad un Golden e non si fosse messa in cerca di cani in canile, loro non si sarebbero mai conosciute e molto probabilmente non le avrei mai conosciute nemmeno io!! 😀😀
28 aprile 2018: Audrey entra a gamba tesa nella vita di Camilla. L’euforia della novità del cucciolo viene subito scossa quando vengono a galla tutte le sue ansie, paure e fobie. Paura delle persone – soprattutto uomini – che si avvicinavano troppo, addirittura paura di passare accanto a qualcuno anche senza che ci sia nessuna interazione da parte sua, paura dei passeggini, paura delle strade trafficate, paura dei rumori.
Niente panico…! A tutto c’è una soluzione! 😏 Sì… ma quale? 😮
La soluzione la trovò Audrey un pomeriggio che era a casa da sola. Guardava Facebook in modo compulsivo per combattere la noia e gli capitò un post divertente:
Hai quattro zampe e una coda? Allora facciamo al caso tuo!
Paura, stress, noia? Chiama 848!
Iperattività, aggressività, remissività? Chiama 848!
E se invece sei dinamico e hai voglia di imparare cose nuove… ovvio… chiama 848!
Nell’eccitazione più totale, Audrey convinse Camilla a chiamare non pensando che tutto ciò comportasse conoscere persone nuove. Se ne rese conto solo quando Alessio suonò il campanello di casa… Occhi sgranati, sudore freddo, deglutì rumorosamente.
“Chi è? Cos’è? Io non ci sono! Dite che avevo un appuntamento inderogabile! 😰”
“Scusa Audrey… ma non sei credibile! Abbiamo chiamato Alessio perché hai paura delle persone e ora gli devo dire che sei dovuta andare via per una appuntamento?”
“Vabbè, dai... fallo sembrare credibile. Digli che… digli che sono andata a buttare la spazzatura. Ecco!”
“A buttare la spazzatura? Te? 😏”
“Beh…?! Che c’è di strano? 😒”
“Sì vabbè… 😶”
Otto ci racconta sempre che quando Alessio si presentò la prima volta a casa di Camilla, Audrey cercò di diventare invisibile. Si ricordò in quel preciso istante che il mantello dell’invisibilità l’aveva lasciato nel baule ad Hogwarts. Per ovviare a questo terribile inconveniente, si spalmò quindi contro il muro, tentando di mimetizzarsi con la parete. Era piccola e non aveva ancora capito che nero e bianco fanno un bel contrasto!
Per fortuna il grandissimo amore di Alessio e di Erica per noi pelosi e l’infinita pazienza di Camilla, hanno fatto intraprendere ad Audrey un cambiamento incredibile. E ve lo posso dimostrare in un secondo!
Ad un ricevimento dei genitori, i professori dissero a Camilla che Audrey era una bravissima ragazza (e io aggiungo bellissima ed elegantissima! 😊 Una vera Audrey Hepburn a quattro zampe! 😍), concentrata, attenta, volenterosa, rispettosa sia nei confronti degli insegnanti che dei compagni di classe, ma che, purtroppo per colpa del suo passato che la turbava quotidianamente, non avrebbe mai potuto praticare attività cinofile come pet therapy e ricerca persone.
Ebbene volete sapere dove siamo arrivati? 😌 Che fra tutti noi cucciolotti, lei è il nostro pezzo forte del mantrailing. A differenza nostra che siamo sciolti nel bosco con un campanellino per far sapere dove siamo, lei è sempre in contatto con Camilla tramite un guinzaglio lunghissimo. Sta imparando quel lavoro che fanno i cani poliziotto: prima annusa tutti gli odori che ci sono intorno a lei per discriminarli, poi annusa un qualcosa appartenuto al disperso e… via che si lancia con il suo tartufino alla ricerca di quella traccia. Per la gente dispersa anche nelle città lei è di fondamentale aiuto! 😎😎
Ogni volta che penso al suo percorso rimango affascinata e mi verrebbe da abbracciarla, baciarla e riempirla d’amore… anche se poi quando si gioca, lo ammetto, sono un po’ materiale e potrebbe sembrare tutto meno che amore! D'altronde ve l'ho già detto, sono un Suv compatto, piccola e prestante
… che ci volete fare!!! 😅😉

CHI SIAMO - 4° PARTE
Giorno numero 24 della quarantena.
L’ho scritto non perché sappia cosa voglia dire, ma l’ho sentito in televisione e sembra sia una cosa allo stesso tempo eccitante e deprimente. Per quanto mi riguarda, a parte che non vedo più tutti i miei amici del Circolo di tennis dove lavoro né i miei fratelloni a quattro zampe, dover stare a casa con la mia famiglia è una gran figata! Un po’ mi annoio perché nella vita frenetica che facevo fino a 25 giorni fa mi muovevo tanto di più, ora invece dormo tanto di più. Ma prendiamola con filosofia: incamero energie per quando riprenderemo le nostre ricerche!! C’è anche un’altra cosa strana che mi ha fatto notare un mio amico: ora tutti gli umani si mettono la museruola quando escono. La reclusione secondo me li porta ad una pazzia lenta ma a senso unico… sicuro! Comunque lasciamoli fare e assecondiamoli, perché al momento sono abbastanza sensibili a qualsiasi osservazione e/o rimprovero. 😶.Parliamo di noi che siamo più bellini e divertenti 😌!
Ho ancora tanti fratelli di cui parlare, quindi oggi, per non fare un torto a nessuno, ho deciso di estrarre il nome. È facilissimo:
1. Prendere delle crocchette e numerarle (ad ogni numero corrisponde un nome).
2. Metterle in un recipiente.
3. Agitare bene.
4. Tapparsi gli occhi.
5. Infilare la zampa nel recipiente.
6. Estrarre la crocchetta.
7. Eeeeeeee… crocchetta numero 3:
Bonnie!
Neanche a farlo apposta, con Bonnie possiamo continuare la saga iniziata prima con Rey e proseguita poi con Audrey, quella dei cani sopravvissuti e scampati ad un destino crudele. Togliamo lo scenario natalizio strappalacrime e ci tuffiamo in uno tiepido pre-estivo: 13 maggio 2018, dieci giorni esatti dopo che eravamo nate io e mia sorella è nata Bonnie. Si sa che nascere dalla primavera in poi 🌻🍀🌞 porta inevitabilmente il vantaggio di poter approfittare dell’aria aperta e quindi di poter esplorare fin da subito il mondo esterno. Tanto più che come noi, anche lei ha avuto la fortuna di nascere in campagna.
Beatrice (la sua mamma) aveva già un altro cane, una Golden di nome Birba da quando aveva solo otto anni e che cominciava ad avere qualche acciacco di troppo. Un pomeriggio, parlando con Beatrice, Birba le disse di cominciare a pensare ad un cucciolo, che tanto lei era vecchia e che sentiva che il suo treno stava arrivando lentamente al capolinea. Per quanto quest’idea fosse difficile da digerire, si misero insieme a guardare su Facebook alla ricerca di un batuffolo e capitarono così sul post di una cucciolata nata da babbo Pastore Tedesco e mamma Border Collie. Si guardarono e pensarono che fosse un incrocio di due razze niente male con, generalmente, tempra e temperamento alti. Ovvio che poi ogni cane è una storia a se’, ma la base era buona. Scrissero subito alla signora che aveva pubblicato il post e in men che non si dica, Beatrice si ritrovò in viaggio direzione Bagno a Ripoli. Quando arrivò le vennero incontro quattro batuffoli, ma Bonnie si fece notare subito perché era l’unica che, per far bella figura, si era messa tutti e quattro i calzini. Aveva sbagliato a pescarli dal cassetto: uno da tennis, uno medio e due fantasmini, ma più che alla lunghezza aveva fatto attenzione che fossero tutti bianchi!! 😂😂
Vista e presa. Direzione Livorno!!
La sicurezza e la spavalderia sfoggiate la mattina vennero meno una volta arrivata nella sua nuova casa. Non aveva mai visto e tanto meno vissuto in quella cosa strana che gli uomini chiamano città: cemento, rumori, gente, macchine. Follia pura, ma per fortuna riuscì ad abituarsi velocemente.
Passarono due settimane durante le quali Birba sopportò l’esuberanza e l’euforia giovanile di Bonnie. Osservò questa cucciola in tutte le sue sfaccettature e aveva capito che era arrivato il momento giusto. Sapeva che Beatrice ora avrebbe avuto da fare parecchio con lei e non voleva che la sua vecchiaia fosse un peso in più e una distrazione nella formazione della piccola. Era stanca ma felice. Si addormentò per l’ultima volta.
Bonnie si trovò nuovamente un po’ spiazzata senza un’amica pelosa alla quale dar noia 😔 e dalla quale imparare in che verso girava il mondo. Meno male però aveva Beatrice 😍. Si attaccò a lei come una cozza allo scoglio. Per certi versi la cosa può risultare molto romantica – sento già i vostri sospiri emozionati – ma quando dei cuccioli si stanno formando come noi per salvare il mondo, devono riuscire a sviluppare una certa autonomia. Serviva tempo, tenacia e lavoro indefesso, ma Bonnie alla fine l’avrebbe spuntata perché era una bomba ad orologeria, proprio come Beatrice e Birba avevano immaginato quando avevano letto l’annuncio. Mille problemi ad una zampetta hanno dato tanto filo da torcere e imposto frequenti battute d’arresto nella formazione di questo splendido binomio. Ma risalendo con grinta dalle cadute vertiginose della motivazione, ogni volta che è scesa in campo Bonnie ci ha dimostrato e ci dimostra di cosa sia capace. È la sua mamma che spesso non lo vuole vedere, ma Bonnie c’è! 😎 Non lo dico retoricamente tanto per strapparvi una lacrima, c’è davvero! Zampa o non zampa, lei ha capito qual è il suo lavoro e lo fa perché le piace, sennò al primo dolore si fermerebbe ad annusare l’erba e a guardare volare le farfalle! 😉
Con gli altri fratelli abbiamo discusso più e più volte di un progetto tutto nostro (non lo abbiamo mai detto ai nostri genitori 😁) e secondo noi avrebbe davvero un suo perché: inventare una nuova razza partendo da Bonnie. Gli abbiamo anche già trovato il nome: POSTER (Pastore + Border)!! 😂😂
Siamo delle volpi 😎😜! Non ci fossimo dovrebbero inventarci... anche se non so se gli uomini riuscirebbero a creare capolavori quali siamo!!! 😌😁😂

Giorno numero 30 della quarantena.
Le giornate sono lunghe. Per gran parte del giorno controllo il vicinato dal mio quartier generale. A chi passa davanti alla mia rete abbaio che devono stare a casa sciorinando sempre la solita cantilena che va dal rispettare chi lotta in prima linea per noi, passando per un egoistico ma vitale pensiero ovvero che non ho più voglia di essere confinata nei miei pochi metri quadrati di giardino, quindi più si sta in casa ora e prima ce ne potremo tornare fra i boschi 😣. Ogni volta, come un disco rotto, mi tornano in mente le parole in romanesco del corto di Zerocalcare
Penso a tutti quelli che c’hanno avuto i morti, chi sta ancora in terapia intensiva, nell’imparagonabbbile piccolo nostro pure noi ci siamo abbastanza rotti il cazzo di stare così
. Mi strappa sempre un sorriso e mi riporta un po’ di buon umore, proprio quello che ci serve per parlare ancora di noi. Ho fatto la mia solita estrazione del fortunato di oggi e… buona lettura…!
Quando ero ancora piccolissima andavo ad addestrarmi a Livorno il lunedì mattina. Di solito ero sola, ma un giorno arrivai e ci trovai quello che Alessio chiamavo l’omino del campo. Per me tutto era nuovo e tutto era bello e trovai simpatico questo omino che dal nulla costruiva il tutto. Dopo uno dei suoi tanti lavori, fece un cambio rapido di attrezzatura passando da secchiello, spatola e livella a cane, manicotto e wurstel. Con un’elegante disinvoltura scese dalla macchina
Ziva
Riuscii a dire solo una cosa: WOW 😮! Quella ero io ma più grande: giuro che per un attimo ho pensato che Alessio mi avesse fatto lo scherzo di mettere uno specchio deformante. L’illusione svanì rapidamente, quando Ziva iniziò a fare l’allenamento facendo cose strabilianti. Sì! Era proprio chiaro che non potevo essere io! 😒
Finito l’allenamento, timidamente… no, non è un aggettivo che mi si addice… dunque… allegramente zompettai verso questa ragazza con un pelo magnifico e le orecchie giù (che poi sarebbero quelle che mi garbavano, ma mi son toccate le orecchie a parabola!). La mia allegria è durata il tempo di un respiro perché subito mi aggredì! Proprio non ne voleva sapere di me! Volevo farmela amica a tutti costi, avevo capito che era una che contava lì nel gruppo, ma non apprezzò la mia irruenza e focosità giovanile. Ho provato in tutti i modi, ma niente. Mi dicevo pazienta che poi quando sarai più grande le piacerai. Potrò sembrare insistente, ma io sprizzo peace&love da tutti i pori e professo il e vissero tutti felici e contenti. Comunque con Ziva non ha funzionato, che smacco!
Sono cresciuta e ormai le nostre litigate non sono più per conquistare la sua attenzione, ma per chi deve essere LA femmina del gruppo! Nessuna delle due cede e l’ultima volta che ci siamo viste son volati ciuffi di peli. Quelli che volavano quando litigavo con mia sorella erano nulla in confronto, qui ci siamo proprio tirate via le pellicce. I nostri genitori ci guardavano esterefatti ma con la lucida convinzione che era un problema solo nostro. Quella volta però stavamo perdendo davvero il controllo, un urlo ci ha riportate alla realtà; ci siamo allontanate guardinghe ed entrambe con una bella ceretta pre-estiva!
Non capisco come non facciamo ad andare d’accordo. Non capisco come non abbia mai apprezzato il fatto che le dicessi che da grande volevo essere come lei, che sui muri della mia cameretta avevo appeso tutti i suoi poster, che in un quaderno attaccavo tutti gli articoli che la riguardavano, che avevo spulciato gli archivi nazionali ed ero risalita ai suoi primissimi giorni e passi.
Ziva era nata il 9 agosto 2016 in una fattoria di Figline Valdarno. Cavalli, mucche e galline erano rimasti la sua famiglia dopo che tutti i fratellini avevano lasciato la casa natale. Nel frattempo, in quel di Livorno, Gaia cercava di convincere Fabio a prendere un cucciolo. Lotta dura, ma da brava donna alla fine la spuntò e il 17 ottobre Ziva si ritrovò in macchina in direzione della sua nuova casa. Ad esclusione di quel primo viaggio che per lei come per tutti noi cuccioli è stato abbastanza traumatico, una volta a casa diventò la Regina: divano, letto, giardino, pappa, pipì e cacca. Un ciclo ininterrotto di beatitudine. Tolti i momenti amorosi in casa, appena varcato il cancello i genitori impazzivano dietro a quella che si trasformava da dolce cagnolina in un cingolato.
Fabio cercò di parlarle, ma lei faceva orecchie da mercante, non vedeva quale fosse il problema. Una sera come tante che dormiva lunga stesa come un pascià, un tono di voce sospetto la svegliò. Rimase immobile, con gli occhi chiusi, ma le orecchie ben attente; respiro al minimo per sentire meglio: Fabio stava parlando con Gaia ed era disperato. Si sentì morire dentro e si ripromise di fare di tutto per accontentarlo. Si riaddormentò con un bel sospiro sicura delle sue buonissime e infallibili intenzioni. La mattina dopo aspettò con ansia la passeggiata. Varcato il cancello camminava accanto a Fabio orgogliosa di sé stessa. Si stava gongolando quando una lucertola le attraversò la strada, la guardò, scoppiò a ridere e disse
Uuuuuuuuh… facciamo la signorina per bene!!
Le fece una pernacchia e scappò via! Ziva – giustamente direi – perse il lume e il tir che era in lei partì direttamente in quinta. Una volta tornata a casa, l’espressione di Fabio le riproiettò quello che aveva appena fatto. Non se ne era resa conto. L’istinto aveva vinto. Rimasta sola cominciò a pensare. Il postino le dette la soluzione. Fece scivolare, insieme alle bollette, un volantino che noi abbiamo già visto con Audrey ma che Ziva vedeva per la prima volta:
Hai quattro zampe e una coda? Allora facciamo al caso tuo!
Paura, stress, noia? Chiama 848!
Iperattività, aggressività, remissività? Chiama 848!
E se invece sei dinamico e hai voglia di imparare cose nuove… ovvio… chiama 848!
Decise che doveva provare questa via e quando Fabio tornò dal lavoro glielo fece vedere.
Chiamò.
Andarono.
Alessio, vecchia volpe, appena la vide disse che in lei ardeva la fiamma della ricerca e del soccorso. Si dimenticarono che erano andati lì per imparare a non tirare al guinzaglio e passarono i successivi tre mesi a cercare di insegnarle ad abbaiare (cosa fondamentale per segnalare un disperso). Tre mesi che dovevano contrastare due lunghi anni in cui a casa tutto le era stato concesso meno che abbaiare. Ed essendo lei un Border e dunque un cane iper-schematico, quella cosa aveva imparato e quindi quella cosa faceva… punto! 🙈🙉🙊 Alla fine un paio di manicotti (santi subito!) innescarono il tanto atteso abbaio e da lì non ha più smesso.
E’ bella, è brava, è intelligente, è più matura di noi ed è prontissima per diventare operativa come Otto (per altro suo marito dal 23 agosto 2019) e come Rey. Purtroppo ancora non ci è riuscita perché per ben due volte le è stato rimandato l’esame, l’ultima delle quali per colpa di Covid che ci ha messo lo zampino!
La conquisterò! 😏 Lo giuro su quei manicotti che per noi sono più importanti della nostra stessa vita! 😎😍

Ziva e Fabio